Quando le parole non servono più, un bacio, una carezza e poi l’unione dopo un infinito abbraccio, possono dare continuità di speranza e cancellare il silenzio. Il dolore è nell’assenza di quanto meglio abbiamo, è nell’incapacità di donare e di ricevere. Siamo parte di presenze fugaci, siamo lenti e sbadati, timidi e freddi, coperti di nulla, nudi se ci mostriamo, poveri dentro e fuori, malati se soli e prigionieri dell’incomprensione, siamo folli di volere e mai di dare, siamo deboli nel dolore e forti solo davanti allo stelo di un fiore già morto! Se svelassimo il bisogno che non sappiamo capire, se porgessimo lo sguardo che non sappiamo dare, se le nostre mani cogliessero anche il calore dell’anima e l’infinita dolcezza del cuore, la nostra età non avrebbe tempo, il nostro dolore non avrebbe posto!
Spesso l’idea d’essere dove sono mi porta dove desidero di essere e a tal punto di trovami dove anche il tempo modula la sua cadenza seguendo pensiero e corpo e tutto quel che lo avvolge. Ma quando ho baciato le tue labbra, mentre delicata e dolce coprivi l’altra parte del mio letto, non ho pensato al solito sogno, all’illusione forte, all’ipnotico gusto solo d’amarti; non ho pensato perché anche il pensiero si era perso nell’aria. Sentivo solo il tuo respiro, il tuo calore, il tuo profumo. Ho perso memoria del passato e non so nulla del presente se non quel che vedo: vedo solo noi due e poi l’amore all'infinto.