Anche la mia parola si rompe
e scava sangue sotto la terra.
No c'è pianto
nel teatro del mostro
non c'è aria sotto l'altare
che porti al ritorno
e nel ricordo dei nati
non c'è più storia.
Ricorrenza di rito per amanti comuni e falsi, per me giorno uguale all'altro nel segno di un'infinita danza col mistero che porge le sue mani da cielo a cielo per unirci. Disto da te in un mondo senza tempo, staccato! Dileguati pensieri nostri conducono in punto d'incontro già prima deciso: scrivo libertà volute, scrivo per donarti quel che diversamente ora non posso, scrivo per amarti nel segno indelebile del mio cuore.
Quando le mie labbra giocavano sulle punte d'oro dei tuoi seni non avevo il senso dell'esistere, non sentivo il corpo sul tuo solo come parte di materia vivente, non guidavo le mie azioni portate dalla mente, ma fortemente percepivo il fluire dell'anima in te. Teneramente in te la mia vita e la tua, tangibili e visibili, divenivano genuinità elevate al cielo!